ROVIGO - «Hai la faccia da sberle, perciò ti dobbiamo picchiare». È questo il “movente” che un gruppo di adolescenti di origine nordafricana utilizza per seminare il panico tra i propri coetanei. È successo ancora qualche giorno fa, nel parcheggio del Censer dietro il luna park, proprio dove giovani ragazzi e bambini accompagnati dalle loro famiglie vanno per trascorrere qualche ora di serenità.
Preso di mira, in pieno pomeriggio, da una baby gang ormai nota in città un 15enne rodigino. Questa volta è toccato a lui, l’anno scorso era stato il turno di un suo amico. Era andato a recuperare il monopattino quando lo hanno accerchiato in quattro. Sberle, spintoni, calci sono previsti nella prima parte del “pacchetto”. «Se ti vieni a scusare per avere una faccia da sberle, ti lasciamo stare. Ma se così non dovesse essere i conti dovranno essere regolati», ha intimato il “boss” della baby gang al 15enne. Il ragazzo è riuscito a divincolarsi. A casa, però, è rientrato con i pantaloni strappati. «Non mi è successo niente», ha minimizzato con la madre.
«Mio figlio non vuole sporgere denuncia - ha raccontato la mamma del ragazzino - A Rovigo questa baby gang è conosciuta, sanno tutti chi sono. Ma stanno diventando un grosso problema e vanno fermati. Non possiamo chiudere in casa i nostri figli perché ci sono questi ragazzini, tra i 14 e i 17 anni, che girano per le nostre strade minacciando chiunque non gli vada a genio».






