Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L'appello di Papa Leone lanciato nell'omelia della Veglia di Pasqua: "Anche noi possiamo dar vita a un mondo nuovo, di pace e di unità"
Il mondo devastato dalle guerre e dalle ingiustizie torna nelle parole del Papa. Nella Vigilia di Pasqua, Leone XIV rilancia il suo appello a "non lasciarsi paralizzare" dal male. Perché le pietre possono essere rotolate via anche dai nostri sepolcri. Il Pontefice elenca i mali dei nostri giorni: "la sfiducia, la paura, l'egoismo, il rancore", e ancora "la guerra, l'ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni". Sono macigni, pietre "così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili".
Ma non è così, indica il Pontefice, perché "tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l'aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo", ha aggiunto sottolineando che "hanno avuto il coraggio di parlare" con "parole di Dio". E quindi l'appello a vedere una via d'uscita: "Lasciamoci muovere dal loro esempio e in questa notte santa facciamo nostro il loro impegno, perché ovunque e sempre, nel mondo, crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace". La messa è cominciata solennemente alle 21, nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Poi la processione verso l'altare con il cero pasquale acceso e il canto dell'Exsultet. Quindi la Liturgia della Parola, con un ritorno alla tradizione, ovvero le nove letture che erano state invece sfrondate e ridotte da Papa Francesco a cinque.








