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4 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 9:14
Da alcuni giorni a questa parte, in Italia c’è una Regione stritolata su due lembi da neve e alluvioni. Nel cuore dell’Alto Molise, a Capracotta, la popolazione è nella morsa del freddo dopo una nevicata eccezionale avvenuta tra il 31 marzo e il primo aprile. Il paese in provincia di Isernia, a 1.421 metri di altitudine, è stato sommerso da accumuli che in alcuni punti superano i tre metri, con strade impraticabili, accessi difficili e mezzi al lavoro senza sosta giorno e notte. “Siamo una comunità della montagna vera, quella che ha la capacità di resistere e che non si arrende mai”, racconta a ilfattoquotidiano.it il sindaco civico di centrosinistra Candido Paglione. “Siamo abituati, anche se è una situazione complicata, molto dura”.
La neve, spiega, non è quella leggera delle grandi gelate: “È una neve pesante, primaverile, caduta con temperature intorno allo zero. Abbiamo accumuli impressionanti: non meno di due metri, in alcuni punti oltre i tre”. Il Comune si è trovato a fronteggiare l’emergenza con risorse limitate: “Abbiamo tre operai autisti con tre mezzi comunali. Poi c’è la Provincia, che ha il servizio neve appaltato all’esterno, e sta funzionando. Ho chiesto aiuto anche all’ANAS, che ci ha messo a disposizione le turbine”. Accanto agli interventi istituzionali, c’è la rete di solidarietà tra territori: “Il sindaco di Montaquila mi ha chiamato: ‘Candido, che ti serve?’. Ci manderà una pala meccanica e un bobcat. Stiamo lavorando notte e giorno”. La priorità è chiara: “Mettere in sicurezza la vita delle persone. Se qualcuno si sente male deve poter uscire da Capracotta e raggiungere l’ospedale”. In questa circostanza di emergenza, Paglione denuncia l’abbandono da parte delle istituzioni regionali: “Non ho ricevuto una telefonata dalla Regione, né da un consigliere di maggioranza né di opposizione. Questo è grave”, sostiene il sindaco. “Capisco l’alluvione nel Basso Molise, ma noi non è che ce la passiamo meglio. Se un sindaco si alza la mattina e si chiede ‘ma sopra di me chi c’è?’, rischia di dire ‘non c’è nessuno’. Questa è la verità”.










