Con Xenoverso si era rifugiato in un universo parallelo, alienato dal mondo.
Ora Rancore torna sulla Terra, alla realtà e con la pubblicazione di Tarek da colorare si riappropria anche del suo nome di battesimo (Tarek Iurcich).
"È un album, dove Rancore, sia nel nome che nella sua essenza, esce fuori in maniera un po' più libera, dopo il lungo periodo di Xenoverso e della destrtturazione delle realtà che avevo sperimentato, avevo la necessità di tornare con i piedi per terra, in questo mondo che ha bisogno di essere raccontato e in un certo modo". Ma quello che ha ritrovato è un mondo con pochi chiari e molti scuri. "Un mondo de mmerda - dice il rapper all'ANSA, calcando l'accento romano che bene si presta a rafforzare il concetto -. Un mondo in fiamme che ci lascia senza parole, e non è un caso che qualche volta le abbia dovute inventare, come in Fanfole (per la quale non nasconde il chiaro riferimento a Fosco Maraini, ndr). Un mondo che ci ha immerso in una oscurità, compromettendo sia i rapporti tra di noi che quelli dentro di noi". Il titolo è proprio una richiesta d'aiuto: "un modo di chiedere all'altro di aiutarmi a uscire dall'oscurità. Come se nel momento in cui io verrò colorato dalle persone, potrò ritrovare anche un po' me stesso".






