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Una sentenza della Cassazione chiarisce un po' di punti per quanto riguarda le segnalazioni che mensilmente le banche inoltrano alla Centrale Rischi (CR)
Si torna a parlare di segnalazioni automatiche alla Centrale Rischi. Operazioni che le banche e le società finanziarie compiono mensilmente, inviando dati all'organo della Banca d'Italia. In sostanza, gli istituti segnalano ogni cliente con debiti totali pari o superiori a 30.000 euro verso il singolo istituto. Una recente sentenza della Cassazione, però, ha messo degli importanti paletti, dal momento che una segnalazione può comunque incidere sulla vita economica di un soggetto.
Nell'ordinanza n. 5593 del 12 marzo 2026, la Suprema Corte ha specificato in quali circostanze una banca può effettivamente classificare un cliente come elemento "in sofferenza", ossia si trova in grave difficoltà finanziaria. Un semplice inadempimento contrattuale, ad esempio, non può arrivare a giustificare un provvedimento serio come una segnalazione alla CR.






