Alle Gallerie d'Italia di Napoli dal 3 aprile al 5 luglio, sarà aperta al pubblico la mostra "Vortici.
Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica", un inedito dialogo tra le ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo e le opere dell'artista contemporaneo statunitense.
Nove tele di Worth, che per la prima volta espone in Italia, condividono le sale delle Gallerie d'Italia con quattro vasi della Collezione Caputi, storica raccolta archeologica ottocentesca, costituita da oltre 500 esemplari ceramici greci e magnogreci di VI-III secolo a.C., oggi parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, selezionati da Richard Neer, professore di Storia dell'arte dell'Università di Chicago, in una riflessione che attraversa la storia sul tema del simposio e della gestualità del bere. "Io credo - ha affermato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d'Italia - che la cosa più significativa da sottolineare oggi sia la responsabilità che Intesa Sanpaolo e le Gallerie d'Italia avvertono verso le proprie collezioni d'arte. Quando si è collezionisti, si deve continuare a studiare, si deve continuare a lavorare sulle opere che fanno parte del proprio patrimonio culturale. Questo significa farlo con altri musei, con altre fondazioni culturali. Qui a Napoli lavoriamo molto con il museo archeologico nazionale, ma è evidente che questo significhi anche lavorare con altri artisti e permettere ad altri artisti di essere influenzati, di aiutare questo dialogo tra momenti e periodi differenti. Credo che quanto fatto da Alexi Worth funzioni molto. Questo è un museo moderno, contemporaneo, aperto e credo che questo messaggio si colga in maniera perfetta. Penso alle tante scuole, alle università, ai tanti curatori. Quella delle Gallerie d'Italia di Napoli è una bella storia di arte di cultura alla quale si deve guardare". "Il soggetto dei miei quadri - ha precisato Alexi Worth - è il bere, che vediamo anche illustrato nelle opere antiche e soprattutto la connessione che grazie al bere si instaura tra persone, tra esseri umani. In qualche modo è quello che spero e cioè che vi sia un dialogo tra i miei quadri e coloro che verranno a vedere le opere.






