Nella Settimana Santa restano tante difficoltà a Gaza.
Non si fermano i bombardamenti, mentre chi è vissuto da sfollato nella chiesa della Sacra Famiglia tenta un difficile ritorno a case che non esistono più e quindi "affitta una stanza" se possibile o pianta una tenda.
Il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli, racconta della situazione di questi giorni: "Sentiamo dei colpi, a volte arrivano anche schegge. Abbiamo perso il 6 per cento della comunità cristiana tra morti e fuggiti", dice a Tv2000.
"Questi giorni avevamo pensato di mettere un tetto sulla grande croce ma c'erano dei tiri, era molto pericoloso", dice parlando delle conseguenze dell'attacco subito a luglio del 2005. Poi riferisce delle attività con i bambini, a partire dalla scuola. "Cerchiamo un segno di speranza", commenta il missionario argentino.
"Dobbiamo vivere bene questa Pasqua, unirci ai dolori di Gesù e cercare di fare il bene. E poi convincere il mondo che la pace è possibile", conclude padre Romanelli.






