Hanno letto gli atti, studiato il diario clinico, gli “articoli apparsi in quotidiani nazionali”. Hanno analizzato i colloqui in carcere, le registrazioni e hanno parlato con il diretto interessato, con i suoi familiari e con i suoi medici. Alla fine hanno deciso: Francis Kaufman, accusato per aver ucciso la compagna e la figlia e aver nascosto i loro corpi nel parco di Villa Doria Pamphili, è “del tutto incapace di partecipare al processo”. Ha un “disturbo psicotico attivo”. Ma “transitorio”, dicono i periti. Tradotto: va curato con una terapia farmacologica e rivalutato tra un mese. Ma al momento – secondo i dottori nominati dal tribunale – non può stare a processo. Un suggerimento che adesso i giudici decideranno se adottare o meno. È probabile, e molto, che le udienze vengano fermate fino a una nuova valutazione. Perché Kaufman non sta bene. Eppure lo scorso giugno era perfettamente capace di elaborare un piano di fuga dopo aver ucciso la figlia Andromeda e la compagna Anastasia Trofimova.
Delitti di villa Pamphili, Kaufman in aula: “Sono innocente”. E scoppia in lacrime
di Andrea Ossino
02 Febbraio 2026
Le ha spogliate per rendere difficile l’identificazione, ha fatto scomparire vestiti e valigie della donna, ha chiesto i soldi ai suoi familiari dicendo di essersi lasciato con la vittima, ha preso un volo aereo per Skiathos e stava anche cercando di tornare a casa, in America.








