Il caso Almasri torna a colpire l’Italia su due fronti, quello internazionale e quello giudiziario. Da un lato c’è la Corte penale internazionale, che ha deciso di deferire il nostro Paese all’Assemblea degli Stati per mancata cooperazione. Dall’altro c’è la Procura di Roma, che ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, nell’ambito della stessa vicenda.

Deferita l’Italia

A ufficializzare il deferimento è stata la stessa Corte con un comunicato che conferma quanto era già emerso il 26 gennaio. Nella nota si legge che la presidenza della Corte ha trasmesso al presidente dell’Assemblea degli Stati la decisione, datata 26 gennaio, con cui l’Italia viene segnalata per inadempimento a una richiesta di cooperazione.

La questione è ora arrivata all’attenzione dell’organismo che riunisce gli Stati aderenti allo Statuto di Roma. Un rappresentante italiano è stato invitato a partecipare ieri alla riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea per affrontare le conseguenze della decisione e spiegare in che modo Roma intenda assicurare, d’ora in avanti, la collaborazione con la Corte. Al termine del confronto, l’Ufficio presenterà una relazione sulle iniziative assunte, con eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea.