E poi c’è la mancanza di «verifiche dirette» sulla frequenza dei pasti, che devono essere serviti due volte al giorno. Una contestazione a cui, scrive sempre l’Anac, il Comune ha risposto spiegando che i cani mangiano alle 7 e alle 18, quindi oltre l’orario d’ufficio del funzionario incaricato dei controlli, che oltretutto non è più in servizio da oltre cinque mesi. Una spiegazione che ha fatto storcere il naso all’Autorità, anche perché per Responsabile del procedimento e Direttore dell’esecuzione sono previsti incentivi per oltre 27 mila euro. Mancherebbero inoltre controlli specifici sullo sgambamento dei cani e sulla toelettatura, nonché sulla pulizia degli ambienti. In molti casi, poi, le spiegazioni del Comune ricalcherebbero quelle fornite dal gestore.
Sui canili di Roma all'Anac non tornano i conti. Batosta sul Comune
I controlli che il Comune dovrebbe effettuare nei canili Ponte Marconi e Muratella presentano, secondo l’Autorità nazionale anticorruzi...







