Non è solo un sito produttivo, e non è più soltanto una scommessa sull’auto elettrica. Nel nuovo disegno industriale di STMicroelectronics, il polo di Catania punta a occupare uno spazio più ampio e ambizioso: quello delle tecnologie di potenza al servizio dell’energia, dei data center, dell’intelligenza artificiale, dell’industria avanzata, della robotica e dello spazio. È questa la vera prospettiva che emerge dall’incontro che si è tenuto ieri nella sede dell’assessorato alle Attività produttive della Regione siciliana, dove Fabio Gualandris, presidente Quality, Manufacturing and Technology di STMicroelectronics, ha illustrato all’assessore Edy Tamajo, al sindaco di Catania Enrico Trantino e ai rappresentanti sindacali un aggiornamento articolato sulle prospettive del sito etneo. Un piano che si estende fino al 2034 e riconferma la centralità di Catania nelle attività di ricerca, sviluppo prodotto e produzione sulle tecnologie di potenza e wide band-gap.

Per Tamajo è «un passaggio fondamentale, perché si entra nel vivo di un progetto industriale che il governo guidato dal presidente Renato Schifani ha scelto di sostenere con forza». La novità più importante sta nella scelta di allungare l’orizzonte del polo dentro una fase di profonda trasformazione del mercato: il gruppo lega esplicitamente il quadro 2024-2034 ai nuovi driver della computing power, del cloud, dell’intelligenza artificiale, dell’energy management e dello space, insieme ai vincoli geopolitici, alla competizione con la Cina, ai dazi americani e alla trasformazione del mercato automotive. Gualandris è stato chiaro: «Il polo di Catania gioca un ruolo a livello mondiale per tutte le tecnologie di potenza e wide band-gap. Ha investito, investe e investirà su produzione, ricerca tecnologica, sviluppo prodotti, metodologie di affidabilità, laboratori di applicazione, attività di marketing e pianificazione». In questa chiave, il sito siciliano appare come uno dei nodi su cui il gruppo intende costruire la propria transizione industriale. Il primo pilastro della prospettiva è l’investimento sul carburo di silicio da 200 millimetri, inserito nella Decisione della Commissione Europea del maggio 2024. Per il periodo 2025-2032, quella decisione prevede una capacità produttiva fino a 15.000 fette a settimana su wafer da 8 pollici, con un investimento totale di 5,1 miliardi di cui 2 miliardi a fondo perduto: 1,7 dal governo centrale e 300 milioni dalla Regione Siciliana. La previsione occupazionale è tra 2.000 e 3.100 nuovi posti altamente qualificati.