Roma, 1 apr. (askanews) – Amanda Sandrelli e Paolo Giovannucci interpretano tarli mallofagi e pidocchi anopluri. Donano voci divertite e movenze pungenti ad api industriose e coccinelle vezzose. Rappresentano rimostranze e desideri di epterigoti archeognati e zigentomi. È “Il carnevale degli insetti”, il manifesto ambientalista di Stefano Benni, in scena al Teatro Vittoria di Roma da giovedì 9 a domenica 12 aprile.

Prodotto da Officine della Cultura con la musica dal vivo dell’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink, sul palco l’estro e l’ironia amara dello scrittore bolognese prende vita tra note e parole.

Benni offre un nuovo punto di vista per l’umanità inquieta, un punto divergente, rivolto verso il basso, ancora un po’ più in basso del solito, eppure capace di comprendere circa il 90% di tutti gli artropodi e più del 70% di tutte le specie animali. Gli insetti sono numerosi eppure sempre ultimi, oppressi e schiacciati da una specie – quella umana – troppo occupata da altri nobili, altissimi progetti per guardare la varietà meravigliosa che brulica ai (loro) piedi e vola sopra la (loro) testa.

“Il carnevale degli insetti” è un omaggio a blatte, farfalle, api, ragni e perfino zanzare. Preghiera e allo stesso tempo metafora, considerazione amara di come alle preziose classificazioni i primati ominoidei bisessi – ovvero noi – preferiamo Baygon, pesticidi e carta moschicida.