"Noi guadagniamo sia di giorno che di notte.

Cinturrino ci portava via anche 4mila euro al giorno tra droga e soldi". Così uno dei testimoni del caso di Carmelo Cinturrino, in carcere per aver sparato in testa e aver ucciso in modo premeditato Abderrahim Mansouri il 26 gennaio, ha messo a verbale nelle indagini come il poliziotto avrebbe sfruttato il business dei pusher del bosco di Rogoredo, dove "comandava lui". E una notte, un mese prima dell'omicidio, sarebbe pure entrato con altri quattro colleghi "vestiti di nero e con i volti coperti" e avrebbe "sparato un colpo in aria".

Mentre le audizioni dei sei testi, che dovranno essere riascoltati in incidente probatorio davanti al gip di Milano Domenico Santoro per "cristallizzare" le loro dichiarazioni, sono state rinviate per una questione procedurale al 10 aprile, vengono a galla le parole di alcuni di loro. Al pm Giovanni Tarzia il pusher ha raccontato anche che lo scorso capodanno, "di notte", un frequentatore del bosco detto 'farfallina' aveva riferito a lui e ad altri che era arrivato "Luca" - soprannome, stando ai testi, dell'assistente capo 42enne - e che "voleva parlare". E "Zack", ossia il 28enne Mansouri, disse all'uomo "di dire a Luca che gli avremmo dato 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno". In quel momento "Luca era d'accordo", ma la mattina dopo, si legge ancora nel verbale, quando "farfallina gli ha dato quanto gli avevamo lasciato, Luca gli ha tirato uno schiaffo e ha detto che lì comandava lui e che voleva di più".