Carlo Calenda va all’attacco del nuovo vicepresidente del Piemonte, il meloniano Maurizio Marrone: “E’ un filo putiniano”. E apre così una polemica che crea imbarazzo tra i suoi sostenitori in regione, visto che Azione, il suo partito, fa parte della maggioranza che sostiene la giunta di Alberto Cirio.

Da subito sono stati i giovani di Azione a sollevare un problema di opportunità politica rispetto alla promozione di Marrone e poi, a rincarare la dose, ci ha pensato il leader nazionale Calenda. “La nomina di un filo putiniano con una pessima storia di viaggi in Donbass e apertura di finti consolati alla vicepresidenza della Regione Piemonte è di una gravità assoluta” commenta Calenda e chiede un intervento diretto di Antonio Tajani e Cirio.

Azione, in Piemonte, fa parte della maggioranza del presidente. Il consigliere Sergio Bartoli (Lista Cirio Presidente) e commissario cittadino di Azione, in un primo momento, cerca di smarcarsi e prendere le distanze dal post diffuso dalla giovanile del suo partito. “Si tratta di una posizione autonoma, che non rappresenta in alcun modo la linea ufficiale di Azione a livello regionale né tantomeno la mia” aveva detto, ma con l’intervento di Calenda il quadro cambia.