Sulla scelta della password per l'accesso al wifi del Senato (la parola Dux) durante l'audizione del commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra avvenuta ieri e come denunciato da alcuni parlamentari, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Madama, le password dei sistemi wifi al Senato sono generate in maniera automatica da un software che assembla caratteri e numeri in maniera del tutto casuale.

Al Senato c’è Dux nella password del wifi

di Lorenzo De Cicco

Ieri, come scrive La Repubblica, sul cartello appeso a Palazzo Madama la password del wifi per un giorno è diventata Dux. Un codice alfanumerico, cioè una sequenza che mischia lettere dell’alfabeto latino e numeri arabi, solo che questa volta la combinazione (UFSsDuxV8SXmn) contiene al centro la parola “Dux” (a voler essere molto sospettosi segnala uno dei presenti all’audizione, si potrebbe scorgere anche la scritta “Ss” e “Xm”, la sigla della Decima mas cara a Vannacci).

Da fonti di Palazzo Madama arriva ora una precisazione: le password dei sistemi wifi al Senato sono generate in maniera automatica da un software che assembla caratteri e numeri in maniera del tutto casuale. Una casualità quindi? Secondo l’intelligenza artificiale, sempre come riportato da Repubblica, le probabilità che la parola Dux compaia in una sequenza alfanumerica del genere sono una su 21mila, cioè lo 0,0046%.