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Ultimo aggiornamento: 16:24

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a scioccare le relazioni transatlantiche dichiarando di stare “seriamente valutando” il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato, che in un’intervista al britannico The Telegraph di mercoledì primo aprile definisce una “tigre di carta, e lo sa anche Putin, tra l’altro”. Parole che hanno innescato un botta e risposta con il premier britannico Keir Starmer, convinto che la Nato sia “l’alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai visto”. Sprezzante la replica del Tycoon: il Regno Unito “non ha nemmeno una marina militare” e Starmer è interessato solo alla costruzione di “mulini a vento”. Non è la prima volta che Trump minaccia il disimpegno. Per evitarlo, lo scorso giugno i Paesi membri della Nato si sono impegnati a spendere il 5% del proprio Pil nella difesa entro il 2035. Ma se prima si trattava di europei “scrocconi”, dopo il rifiuto degli alleati Nato a sostenere Usa e Israele in Iran, Trump ha parlato di “test fallito” e si è detto “molto deluso”. Tanto che a risentirne potrebbero essere anche le forniture promesse a Kiev, magari perché dirottate su altri fronti, a partire dalle riserve del Pentagono.