Quando si parla di cancro, non conta solo la chimica ma anche la fisica. Sempre più studi mostrano infatti che stress meccanici e comportamenti dinamici contribuiscono all’aggressività dei tumori. L’ultimo arriva dall’Istituto di Oncologia Molecolare di Fondazione Airc (Ifom) e dal Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Dipo) della Statale di Milano e riguarda i tumori epiteliali, come i carcinomi squamocellulari e il cancro delle corde vocali: per la prima volta, gli studiosi descrivono come e perché avviene la transizione dei tessuti epiteliali dallo stato solido a uno stato fluido e invasivo, che favorisce la diffusione della malattia e la formazione delle metastasi.

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La fisica delle corde vocali

Nella ricerca le corde vocali hanno rappresentato un modello ideale: sono soggette a sollecitazioni meccaniche continue e l’aggressività del tumore (che rientra tra i tumori della laringe, riscontrato ogni anno in Italia in circa 5 mila persone, per il 90% uomini) è strettamente legata all’alterazione delle proprietà fisiche degli strati epiteliali che le rivestono. Ma come avvengono questi cambiamenti a livello molecolare? Lo studio, pubblicato su Advanced Science, risponde esattamente a questa domanda. “Era già noto che i tessuti epiteliali tendono normalmente a evolversi verso uno stato ‘solido’, in cui le cellule sono serrate le une alle altre e scarsamente mobili – spiega Giorgio Scita, direttore del Laboratorio Ifom Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali e Ordinario di Patologia generale all’Università di Milano –. Questo stato viene detto jammed, o bloccato, come il traffico automobilistico, ed esercita una funzione protettiva perché impedisce alle cellule tumorali di muoversi e diffondersi. Per diventare invasive, le cellule devono superare questo ostacolo, transitando verso uno stato più ‘fluido’, che in gergo chiamiamo unjammed, capace di movimenti collettivi coordinati. In fisica della materia il fenomeno è noto come transizione di fase”.