Genova – “La cosa commovente sono le strisce blu, del parcheggio, stese lì.” Comincia così il post pubblicato sulla pagina facebook di Soprintendenza delle Brutte Arti di Genova che con il suo tono sarcastico sottolinea una situazione tanto quotidiana quanto paradossale: i parcheggi a pagamento tracciati su strade dissestate. In questo caso, nel quartiere di Castelletto in zona San Nicola. Quelle linee blu, apparentemente simbolo di ordine e gestione urbana, diventano invece un emblema di dissonanza. Da un lato, “la volontà di tenere su una città”, di garantirne funzioni e servizi. Dall’altro, asfalto deformato, pendenze estreme e radici che sollevano il parcheggio: “Ma se vuoi parcheggiare in zona San Nicola trovi dei parcheggi, ufficiali, con le linee blu, che ti danno brividi più delle montagne russe. Con tali pendenze che per uscire dalla macchina devi uscire in arrampicata. Con tali incastonamenti di asfalto incurvato e stratificato, terreno esondante, sommovimenti stradali che smuovono ammirazione, se non ti chiedessero il pedaggio”, si legge nel post. “Se parcheggi qui devi pagare, eh! Che io ti tengo in ordine la città e tu paghi i servizi”, continua il post, sottolineando il contrasto tra l’obbligo nel seguire le regole e l’impossibilità di farlo a causa della precarietà dello spazio. Il risultato, secondo gli autori, mina l’autorevolezza delle istituzioni: “È uno dei paradossi, una delle disincronie tra la formalità della città e la realtà, che toglie la qualità alle istituzioni, a Genova, di autorevolezza. Che se poi parcheggi fuori zona, anche con metà macchina, il piglio di chi ti commina la multa è di quelli che dice: ‘Alle regole non si può derogare’”. Però come dice il post: “Ma va bene così. Che chi amministra una città non può mica dire: ‘Siamo nella bratta’. Che poi va giù il morale”. Non manca una riflessione sulla responsabilità collettiva: “Se una città tollera vuol dire che, alla fine, questo è un punto di arrivo, di vita, che va bene così. Se si vuole una colpa, è colpa di tutti”. Un passaggio che va oltre la polemica politica, esclude la responsabilità dell’attuale amministrazione e chiama in causa una serie di scelte infelici che si sono stratificate nel tempo. Ma nonostante tutto, la zona di San Nicola viene descritta nel post come “una enclave del bello”, anzi: “così bella, e agiata, che riesce pure ad avere panificio, bar, giornalaio, macellaio e tutti i negozi che ormai pochi quartieri, anzi, frazioni di quartieri, possono permettersi”. Una bellezza che rende il contrasto ancora più evidente dato che le strade si piegano, letteralmente, sotto il peso dell’incuria. Il post si chiude con un’immagine tra l’ironico e il poetico: “Son quasi capolavori, da guardare con un sorriso e dolcezza. Se non ti chiedessero il pedaggio”. Sotto al post gli utenti si sbizzarriscono con commenti che mostrano una varietà di posizioni: c’è chi semplicemente segue il flow ironico del post e rincara la dose: “Lì… con un posteggio per gli scooter avrebbero raggiunto l’apice”. Non manca la voce critica verso la gestione della città: “Solo a Genova vedo queste cose… poi si pensa al mall, al tunnel, allo ski-lift… Mamma mia che disagio”. C’è chi propone un rendering visionario: “basterebbero delle aiuole fiorite invece che i soliti parcheggi”. C’è chi invece suggerisce una soluzione adottata, a suo dire, in altre città marittime: “Si stende un adeguato manto a copertura e poi si provvede ad asfaltare per consentire la sosta dei veicoli”.
Genova, parcheggi creativi a Castelletto: il paradosso delle strisce blu sull’asfalto “esploso” per le radici
Un post su Fb della pagina Soprintendenza delle Brutte Arti di Genova sottolinea il paradosso dei parcheggi a pagamento di Castelletto






