Borghetto d’Arroscia – Notte di fiamme e di paura tra Gavenola e Borghetto d'Arroscia per un vasto incendio che ha distrutto diversi ettari di vegetazione, complice anche il forte vento. Ma trema l'intero entroterra per il timore dei piromani. Risolutivo l'intervento di due canadair, nelle prime ore del mattino, per domare il fuoco ora in fase di contenimento, come ha spiegato la sindaca di Borghetto d'Arroscia Angela Denegri. “Abbiamo vissuto una notte di paura ma ora le fiamme sono in fase di spegnimento. Rimane attiva soltanto un'area nella zona di san Giacomo ma i soccorritori sono presenti e lo stanno contenendo – spiega la prima cittadina – E' andata in fumo un'area vasta nella zona di san Cosimo, circa 5 km per 6 km, e le fiamme spinte dal vento sono arrivate fino a 200 metri dal Santuario. Per fortuna è rimasto lontano dalle case ma il vigore delle fiamme ha impaurito tutti gli abitanti. Nella notte ho sentito anche il signor Ugo, l'unico allevatore della zona, ma i suoi animali pascolano più a valle ed erano al sicuro. Temo che sia un incendio doloso perché sono stati trovati due punti differenti dai quali sono partite le fiamme – spiega la sindaca - Dalla Val Pennavaire il vento le ha fatte girare e così abbiamo chiesto l'intervento dei canadair che sono riusciti a rifornirsi dal laghetto di Gazzo, dato che quello della Ferraia è a secco. L'intervento immediato dei vigili del fuoco e della protezione civile è stato eccezionale, a partire dai consiglieri delegati Pietro Ghersi e Gabriele Guido che si sono recati immediatamente sul posto così il signor Lovera che ha dato una grande mano. A loro va il ringraziamento”. Dopo il potente incendio, i quasi 400 residenti del piccolo centro della valle Arroscia hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. “I soccorritori sono tutti ospiti da Marilena a Gavenola, a spese del Comune. E' stata davvero una brutta notte”.L'attenzione degli amministratori dell'entroterra e dei soccorritori rimane alta. Negli ultimi giorni sono stati registrati diversi focolai, a partire da quelli nei comuni di Aurigo e poi di Prelà.