Nell'ambito degli incontri letterari e musicali periodici 'Sotto la cupola', organizzati dall'ambasciata d'Italia a San Salvador, dedicati ad un autore italiano cui si aggiungono delle "assonanze" musicali, si è tenuto l'evento con al centro Pier Paolo Pasolini e a Johann Sebastian Bach.
I due artisti, che appaiono lontani, hanno condiviso una medesima ricerca, quella dell'assoluto.
In Pasolini, il sacro si manifesta come inquietudine, contraddizione e tensione di fronte alla modernità.
In Bach, invece, si esprime attraverso l'ordine, la proporzione e l'armonia quasi matematica della sua architettura musicale. Due cammini distinti, ma convergenti, che trasformano l'arte in un'esperienza spirituale profonda. Tra il conflitto del mondo moderno e la perfezione della musica barocca si apre così un dialogo silenzioso sul senso, la bellezza e la trascendenza.
A curare la parte letteraria dell'evento è stato l'ambasciatore Paolo Emanuele Rozo Sordini mentre le musiche di Johann Sebastian Bach, sono state eseguite al pianoforte dal maestro salvadoregno José Eleazar Membreño. Al termine, la terrazza dell'ambasciata trasformata in una "terrazza romana" degli anni Sessanta, per evocare gli incontri informali ai quali Pier Paolo Pasolini partecipava insieme ad alcuni dei grandi protagonisti della cultura italiana dell'epoca, ha accolto gli ospiti per una degustazione di vini italiani della regione dell'autore; in questa occasione, del Friuli Venezia Giulia.






