Le carte di pagamento sono lo strumento colpito con più frequenza dalle frodi, ma non quello dove si registrano i danni maggiori. Sono infatti i bonifici a registrare gli importi più alti sottratti con l’inganno. È questo quanto emerge dal recente aggiornamento (al 30 giugno scorso) del “Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia” realizzato da Banca d’Italia, secondo il quale il tasso di frode resta complessivamente molto basso. Si registrano infatti solo 12 furti ogni 100mila operazioni (a prescindere dal metodo di pagamento scelto), con un tasso pari allo 0,012% del totale e una perdita di 3 euro ogni 100mila euro di transato (0,003%).

“Si registrano tuttavia differenze significative tra i diversi strumenti di pagamento - si legge nello studio di Via Nazionale - in particolare, il tasso di frode rimane contenuto e stabile per i pagamenti con le carte di debito e di credito (0,018% in valore; 0,009% in numero) e per i prelievi da Atm (0,01% in valore; 0,005% in numero); i pagamenti con moneta elettronica (soprattutto carte prepagate) presentano invece tassi di frode superiori rispetto alle altre carte e in aumento rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente (0,031% in valore, da 0,027%; 0,027% in numero, da 0,023%). Per il complesso dei bonifici, il tasso rimane estremamente basso (0,002% in valore; 0,005% in numero)".