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"Vogliamo che l'Iran giochi il Mondiale, e lo giocherà. Non c'è un piano B, C o D, c'è solo un piano A. L'Iran rappresenta la sua gente, sia quella che vive nel Paese, sia quella che vive all'estero". Parole di Gianni Infantino, presidente della Fifa, che sembra proprio spegnere anche l'ultima fiammella di speranza per l'Italia che, secondo voci di corridoio, potrebbe finire in un ripescaggio nel caso in cui l'antica Persia scelga di ritirarsi perché coinvolta in un conflitto contro Usa e Israele. Proprio ieri, Infantino era ad Antalya per assistere all'amichevole vinta dal Team Melli per 5-0 sul Costa Rica e, intervistato dalla tv messicana N+ Univision, ha ribadito quanto già affermato dal vicepresidente della Federcalcio di Teheran, Nabi, che ha assicurato la presenza iraniana alla prossima Coppa del Mondo. La Fifa garantirà che l'Iran possa giocare "nelle migliori condizioni possibili anche se la situazione è molto complicata". Teheran in precedenza aveva chiesto di spostare da Los Angeles e Seattle al Messico le partite del girone G contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. E anche Trump aveva espresso dubbi sulla partecipazione dell'Iran al torneo "per motivi di sicurezza". Nel Paese infatti, da tempo sono state sospese le manifestazioni sportive e di conseguenza anche il calcio.









