Rottamazione quinquies, parte il conto alla rovescia. C’è tempo fino al 30 aprile per dire addio a sanzioni e interessi sulle cartelle.
Il nuovo strumento amplia ancora una volta il perimetro della definizione agevolata dei debiti fiscali, consentendo di sanare cartelle affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando solo il capitale e alcune spese accessorie.
Se si buca la scadenza del 30 aprile si perdono i benefici agevolativi: ripartono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi) e scatta il ricalcolo del debito originario comprensivo di sanzioni e interessi, rendendo inoltre non più rateizzabili i carichi.
E l’attenzione dei contribuenti si concentra soprattutto su due nodi cruciali: cosa succede se non si paga una rata e quali sanzioni, in particolare le multe, sono effettivamente incluse? Le risposte a queste e ad altre domande nelle Faq sulla nuova edizione della rottamazione pubblicate dall'Agenzia delle Entrate.
Dopo la presentazione della richiesta di adesione la legge prevede che Agenzia delle entrate-Riscossione invii al contribuente, entro il 30 giugno 2026, una “Comunicazione” di eventuale accoglimento della domanda contenente:






