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Il saggio di Rick DuFer cerca di restituire ai lettori il senso dell'opera del filologo britannico
Tolkien, Tolkien e ancora Tolkien. Negli ultimi vent'anni la popolarità del professore di Oxford, creatore dell'epopea della Terra di Mezzo e della cosmogonia del Silmarillion, ha conosciuto una vera impennata, frutto anche del successo planetario della trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, Il Signore degli anelli (uscita nel 2001, 2002 e 2003). E come accade sempre in questi casi, in molti hanno cominciato a tirare l'autore per la giacchetta provando a trascinarlo dalla propria parte.
Così John Ronald Reuel Tolkien è diventato un vero caso nazionale, quando per decenni la cultura ufficiale italiana l'aveva sostanzialmente snobbato: pubblicata nel Regno Unito nel 1955, la versione completa de Il Signore degli anelli è arrivata in Italia soltanto quindici anni più tardi grazie alla scommessa dell'editore Rusconi e all'impegno di Elémire Zolla e Quirino Principe; mentre anni prima, nel 1962, il romanzo era stato bocciato senza appello da Mondadori su consiglio di Elio Vittorini e Vittorio Sereni.






