L’Italia resta leader delle esportazioni di ceramica negli Stati Uniti ma “incertezza” è la parola più pronunciata dagli espositori di Coverings 2026, la fiera di Las Vegas a cui partecipano tutti i più importanti produttori mondiali di piastrelle. Incertezza per i dazi sul mercato americano. Incertezza per la situazione internazionale. Incertezza, in misura minore, anche per l’andamento del dollaro. «Oggi», dice il direttore di Confindustria Ceramica, Armando Cafiero, «gli esportatori stessi si chiedono qual è il dazio che viene applicato negli Stati Uniti. In un anno è stato cambiato tre volte e non sappiamo che cosa succederà nei prossimi mesi. Il mercato è stato resiliente, ma in queste condizioni è difficile programmare investimenti e fare strategie per quello che rimane il più grande sbocco fuori dall’Europa». Il mercato con le maggiori potenzialità di crescita, ma su cui la concorrenza globale è la più serrata, su tutte le fasce di prezzo e di prodotto.

La variabile Trump

Nel 2025, Trump è stata una variabile impazzita, fuori dagli schemi abituali. Anche oltre l’effettiva applicazione della raffica infinita di misure protezioniste minacciate. Un ottovolante mai visto prima, con tre cambi di tariffe, che restano provvisorie al 18,5% e al 20% fino a luglio.