C'è "tristezza" ma la preghiera "non si è fermata" nelle comunità francescane in Terra Santa che "non si sono arrese", nonostante al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e al Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, sia stato impedito di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la messa della Domenica delle Palme.
A dirlo - apprende l'ANSA - sono stati alcuni dei religiosi con i quali si è messo in contatto fra Luca che fa parte dei francescani di Santa Maria degli Angeli.
"Ho parlato con alcuni frati ed è stato davvero triste per loro sapere che non hanno lasciato entrare il Patriarca Pizzaballa e il Custode Ielpo per la celebrazione, nonostante fossero venuti in forma privata" ha detto.
Secondo il francescano è un gesto che pesa ancora di più se pensiamo che oggi pomeriggio è stata annullata, da tempo e per motivi di sicurezza, la grande processione che da Betfage, sul Monte degli Ulivi, arriva fino alla Porta dei Leoni. Uno dei momenti di festa più belli e significativi dell'intero anno liturgico per i cristiani, che ripercorre l'ingresso di Gesù nella Città Santa. "E vederlo impedito è un colpo al cuore per la comunità" ha sottolineato ancora fra Luca "Tuttavia, i frati mi hanno detto - ha proseguito - che hanno celebrato con uno spirito di gioia profonda, facendosi voce di tutti i cristiani locali che non potevano essere lì. Nonostante i divieti e le strade vuote, i cristiani non si sono arresi: hanno continuato a celebrare nelle loro piccole realtà, senza permettere che questo spirito di festa venisse spento".













