Bruno: "Cliente al centro". Biscarini: "Da noi ricariche più rapide". Gismondi: "I droni sono strategici". Rocca: "Più gomme cyber"

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Automobile in Italia vuol dire posti di lavoro, libertà di movimento e progresso socioeconomico. È anche grazie alle quattro ruote che vengono messi in moto mutamenti infrastrutturali e industriali, dalle autostrade agli pneumatici. Una storia che è sì industriale, ma soprattutto culturale e che le spinte della transizione green rischiano di mandare in avaria."Il cliente deve essere libero di scegliere" spiega Antonella Bruno, Managing Director Stellantis Italia nel corso dell'evento Ferrovie, ponti e strade: oltre i confini promosso dal Giornale in collaborazione col settimanale economico Moneta. In questo la transizione energetica svela le sue falle: "In Europa paghiamo una regolamentazione europea estremamente rigida, non adeguata", riflette. Il problema è che l'impostazione attuale rischia di non essere coerente con la realtà industriale e con l'evoluzione della domanda e "pretende di attuare una transizione energetica fondata solo e esclusivamente sull'elettrico quando il mercato non è pronto. La nostra scelta è quella di andare verso piattaforme multi energia in cui diamo la possibilità ai nostri clienti di offrire la scelta di acquisto tra l'elettrico, l'ibrido o le motorizzazioni tradizionali di benzina".Il quadro è critico dal momento che "l'Europa è l'unica regione che in questo momento non ha ancora raggiunto i livelli di mercato pre-Covid", ricorda Bruno, riportando il dato allarmante di una perdita di circa tre milioni di unità dal 2019. Per questo motivo è sempre più essenziale "dare flessibilità" e lavorare in modo coordinato tra imprese e istituzioni.Anche il fronte dell'energia affronta una mutazione. L'adozione dell'auto elettrica infatti procede più lentamente del previsto, eppure le infrastrutture di ricarica ci sono. Daniela Biscarini alla guida di Ewiva - operatore del gruppo Enel specializzato nella ricarica ultra-veloce - insiste sulla necessità di rendere l'esperienza sempre più semplice e accessibile. L'obiettivo è eliminare definitivamente l'ansia da ricarica, che oggi, grazie all'espansione della rete, può dirsi in larga parte superato. Sono decine di migliaia di punti di ricarica distribuiti sul territorio, con una maggiore concentrazione nel Centro-Nord dove la diffusione dei veicoli elettrici è più elevata. Quello che resta è un cambiamento culturale: utilizzare l'auto elettrica richiede una maggiore pianificazione rispetto al metodo di rifornimento tradizionale.