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Rafforzato il dialogo dopo la crisi a Hormuz

Il governo si muove per disinnescare tensioni che rischiano di riverberarsi tanto sull'economia quanto sugli equilibri diplomatici. Da un lato, il blocco dello Stretto di Hormuz che impone una risposta immediata per proteggere export e filiere produttive. Dall'altro, il caso Pizzaballa che richiede una gestione attenta per evitare strappi con Israele.

Nel corso del tavolo convocato alla Farnesina, presieduto da Antonio Tajani (in foto) e da Gilberto Pichetto Fratin, l'esecutivo ha fatto il punto sulle ricadute della chiusura del cruciale snodo marittimo. Il ministro degli Esteri ha anche inaugurato la Sala Export, un presidio permanente al servizio delle imprese italiane. Il governo punta su un rafforzamento degli strumenti già attivi affiancati da nuovi interventi operativi di Ice, Sace e Simest. Simest ha allo studio misure importanti rivolte non solo alle Pmi ma anche alle grandi imprese. Ice ha annunciato un pacchetto dedicato a tutte le aziende attive nel Medio Oriente. Alle risorse già stanziate di 8,5 milioni si aggiungono altri 8,5 milioni, con possibilità di ulteriori incrementi futuri. Sace mette in campo un pacchetto di misure focalizzato su 7 Paesi della regione (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Qatar, Kuwait, Oman, Iraq). Parallelamente, sul piano diplomatico, si tenta di ricomporre il caso Pizzaballa.