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La scritta sulla porta a vetri della sede di Fratelli d’Italia inaugurata appena una settimana fa a Bologna: “Non sono bravate, sono minacce serie”
“Fasci appesi”. A Bologna continuano le provocazioni dell’area antagonista, che questa volta hanno colpito la nuova sede di Fratelli d’Italia in città, inaugurata appena una settimana fa. Una scritta che arriva a meno di 24 ore dalle altre apparse nella medesima città, altrettanto violente, contro Giorgia Meloni ma anche contro la giunta di sinistra del Comune di Bologna. Nonostante siano finiti del mirino anche assessori di Matteo Lepore, incluso lo stesso sindaco, da quella parte politica per il momento si è preferito il totale silenzio: nessuna condanna, nessun attestato di solidarietà per le persone coinvolte, nemmeno per i propri esponenti. Un atteggiamento insolito e inusuale in circostanze come queste, diametralmente opposto a quello del centrodestra.
La scritta nella sede di Fratelli d’Italia è stata ritrovata stamattina su uno dei vetri della porta d’ingresso, vergata con vernice nera. Nulla che un colpo di spugna non possa eliminare ma a preoccupare dev’essere il gesto, l’aumento delle minacce di questo tipo, che a Bologna sono ormai quasi quotidiane. Non si contano più i graffiti antagonisti minatori contro la premier o contro gli esponenti di destra. “Mi auguro che il benvenuto alla nuova sede di Fratelli d'Italia a Bologna, vergata stanotte dai soliti noti di certa sinistra, trovi una condanna unanime”, ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami. “Non tanto per il danno, che si risolve con acqua e sapone, quanto per le minacce che ormai affollano muri, strade e ora anche vetrine di Bologna. Pensare che tutto ciò sia normale e accettabile consegue all'idea che vada negata qualsiasi agibilità politica alla Destra, come pare ormai ritenere buona parte della sinistra a Bologna. Tutto ciò alimenta un clima di odio che spero non diventi qualcosa di più concreto”, prosegue la nota di Bignami.






