Quello del lungomare di Santo Spirito è diventato un caso destinato a fare scuola. Tre anni per riqualificare e pedonalizzare un tratto di circa 500 metri. Con i gestori e i proprietari delle attività costretti a fare i conti con un cantiere infinjto. Tra polvere, calo delle clientela e, di conseguenza, del fatturato. Diversi i sopralluoghi del sindaco Vito Leccese e l'assessore alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, ammette che "ci sono stati alcuni problemi con i calcoli strutturali. Ma l'80 per cento del lungomare è stato terminato, manca il restante 20 per cento che sarà completato entro la fine della primavera".
“Dall’amministrazione - dice Marco Barile, proprietario del ristorante Bolina - intanto ci hanno già mandato da pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico. Oltre al danno anche la beffa perché la gente non può mangiare fuori in mezzo alla polvere. Non voglio licenziare nessuno dei dipendenti, ma penso anche che non valga più la pena restare aperti”.
Sono tre anni che abbiamo questa porcheria - lamenta Marco Campanale, proprietario del Taboo - Gli incassi sono dimezzati. Nonostante i lavori, sono venuti l’anno scorso a fare ulteriori controlli, hanno voluto perfino la perizia fotometrica del 2017. Vedendo la situazione due lavoratori hanno preferito andare via”.







