Per il dossier Telepass, che entra nel vivo proprio in queste ore con le offerte non vincolanti, è corsa tra fondi infrastrutturali e di private equity, gruppi strategici esteri e aziende tecnologiche.
Gli attuali azionisti di Telepass, controllata al 51% dal gruppo Mundys e al 49% da Partners Group, hanno da qualche mese avviato un processo esplorativo, che punta a sondare la possibile cessione del 100% dell’azienda, big del sistema di telepedaggio che permette di pagare automaticamente il pedaggio autostradale in Italia e in Europa.
L’operazione potrebbe valere oltre 3,5 miliardi di euro. Alcuni potenziali acquirenti avrebbero già presentato le loro offerte non vincolanti negli ultimi giorni, altri starebbero alla finestra. C’è tempo fino alla mezzanotte di stasera per inviarle agli advisor Mediobanca e Ubs. Tra i quattro e i sei i raggruppamenti sono in lizza con un’offerta non vincolante. Tra i possibili compratori c’è il fondo internazionale Advent, che già era interessato all’operazione Telepass nel 2021, quando poi era entrato con il 40% Partners Group.
Ma si starebbe formando anche un consorzio formato dalla multinazionale portoghese delle autostrade Brisa, che già possiede il sistema di pedaggio elettronico Via Verde. Brisa sarebbe in discussione per formare un raggruppamento con il gestore olandese dei fondi pensione Apg e con il fondo infrastrutturale Stonepeak.








