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L’ASN-301 unisce caccia ai radar, sensori avanzati e produzione di massa, rendendo la minaccia cinese più flessibile e insidiosa degli Shahed iraniani

Lo descrivono come un drone kamikaze più letale di quelli iraniani. L’ASN-301 cinese appartiene alla famiglia dei cosiddetti Uav suicidi resi celebri dagli Shahed di Teheran, ma da questi utlimi se ne distingue per funzione, precisione e impiego tattico. A prima vista le somiglianze sono evidenti: fusoliera cilindrica, elica posteriore e profilo compatto pensato per voli lunghi e costi contenuti. In realtà, il sistema sviluppato in Cina non nasce come semplice munizione d’attacco contro coordinate fisse, bensì come drone anti radar da pattugliamento, progettato per cercare, seguire e colpire le difese aeree nemiche. Ecco che cosa sappiamo sul conto dell’ASN-301.

L’ASN-301 è lungo circa 2,5 metri, ha un’apertura alare di 2,2 metri e pesa 135 chili. Trasporta una testata a frammentazione da 30 chili, più leggera di quella dello Shahed-136, ma ottimizzata per danneggiare radar, antenne e sistemi di controllo grazie a una spoletta di prossimità laser che disperde migliaia di frammenti.