ROMA – Chi è Eddie Dalton e perché la gente parla così tanto di lui? In teoria si tratta di un cantante americano di soul-r&b, sullo stile di Sam Cooke e Otis Redding, che ha raggiunto la vetta della classifica di iTunes con il brano Another day old e che ha un altro brano nella top 10. Complessivamente, nella top 100 compaiono tre sue canzoni. Cercare qualche nota biografica su di lui è tempo perso: non c’è nulla. PerchéEddie Dalton non esiste: è un artista creato con l’Intelligenza Artificiale. Si trovano i suoi video, in cui appare più anziano o più giovane: è un artista verosimile ma non reale. Esiste solo in termini commerciali: le tre canzoni in classifica hanno venduto 13.000 copie e totalizzato 525.000 stream. Il pubblico lo ama: su Facebook ha 230.000 follower. Un caso mediatico, ma anche un serio allarme per l’industria discografica. Una totale aberrazione rispetto ai vecchi consigli che si davano in calce alle recensioni, il classico “se ti piace ascolta anche...”. Un caso che non arriva inatteso: solo qualche settimana fa, la Universal aveva denunciato la presenza sulle piattaforme di circa 130.000 brani fake, dalle caratteristiche somiglianti a quelle di star mondiali (tra i più “imitati” Queen, Harry Styles e Beyoncé) ma realizzati con l’IA. Una pratica che investe tutto il comparto dei diritti d’autore. Alcune piattaforme hanno anche lanciato artisti simili in tutto e per tutto a personaggi affermati ma totalmente inesistenti: nei “consigli di ascolto” vengono inseriti i fake che in termini di diritti non costano nulla e generano profitti. A creare Eddie Dalton è stata la Cresty Tunes, una società che ha lanciato anche altri artisti inesistenti.