Le dimissioni anche da assessore dell’ex vicepresidente della Giunta della Regione, Elena Chiorino (per la vicenda legata alla società del ristorante romano, con l’allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Dalmastro), hanno un effetto dòmino. Almeno per quanto riguarda il consigliere regionale di Cuneo Claudio Sacchetto, compagno di partito della Chiorino in Fratelli d’Italia, che decade come conseguenza.
La “supplenza alla francese”
Dopo le elezioni del 2024, infatti, Sacchetto era subentrato in quella che tecnicamente si chiama «supplenza alla francese». Cioè: il consigliere regionale «promosso» in Giunta lascia il proprio posto in aula al primo dei non eletti. E la nomina dell’esecutivo di Cirio aveva ridisegnato l’assemblea di Palazzo Lascaris. Nella pratica, tra listino e proporzionale, Maurizio Marrone aveva liberato due seggi: uno per il primo escluso di FdI su Torino, Alessandra Binzoni, e l’altro proprio per Sacchetto. Ma, siccome il seggio in Consiglio è solo «sospeso» per gli assessori eletti, ecco che all’uscita dalla Giunta scatta il ritorno in Aula. E così sarà. Con buona pace dei subentrati.
"Se ora mi candido a sindaco di Cuneo? Deciderà il partito”
Come conferma lo stesso Claudio Sacchetto, che dichiara a La Stampa di Cuneo: «Decado, sì. Certo che non sono contento, ma si tratta di una situazione che può capitare». E alla domanda se allora è un ulteriore passo verso la sua ipotizzata candidatura per il centrodestra a sindaco di Cuneo risponde: «Vedremo che cosa deciderà il partito».














