Roma, 30 mar. (askanews) – Nessun dialogo sulla legge elettorale, almeno per ora. Le opposizioni non tendono la mano a Giorgia Meloni, non trovano sponda nel centrosinistra le voci di un’apertura al confronto da parte del centrodestra su questo tema. Tutti, dal Pd a M5s passando per Avs e per l’ala moderata di Più Europa e Iv, respingono al mittente l’invito a sedersi al tavolo per scrivere le nuove regole per eleggere il parlamento. Ci sono almeno due ostacoli, spiegano i partiti di opposizione, il premio di maggioranza troppo alto e la tempistica sospetta della mossa della maggioranza, il timore che l’unico obiettivo sia ritoccare le regole per evitare la sconfitta alle prossime politiche.

Quel premio è inaccettabile, avverte il leader M5s Giuseppe Conte in un’intervista a Repubblica: “”Hanno scritto una legge con un premio di maggioranza che è una super-truffa, non scherziamo. Noi siamo tradizionalmente per le preferenze e poi non potremmo mai accettare premi di maggioranza che stravolgono i risultati delle urne”.

Il testo depositato, ricorda la vicecapogruppo alla Camera Simona Bonafè, è “frutto esclusivo di un accordo tra i partiti di governo, senza alcun reale confronto con le opposizioni”, ma “la legge elettorale ha a che fare con le regole del gioco, riguarda tutti”. Dunque “non sono accettabili forzature né tantomeno interventi calati dall’alto. Su questi temi serve responsabilità, non prove di forza a colpi di maggioranza”.