Il parlamento israeliano si appresta a votare oggi in seconda e terza lettura il controverso disegno di legge presentato dal partito di estrema destra Otzma Yehudit, che prevede la pena di morte per le persone condannate per terrorismo. Secondo il Times of Israel, «è probabile che il disegno di legge venga approvato, nonostante le pressioni fatte dal premier Benjamin Netanyahu sul ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, e sul presidente di Otzma Yehudit perchè venisse ritirato».

Il disegno di legge prevede che siano i tribunali militari, senza necessità di unanimità, a decidere la pena di morte per quanti vengono condannati per l’omicidio di un israeliano «commesso con l’intento di generare terrorismo». Questi tribunali giudicano esclusivamente i palestinesi della Cisgiordania. Il disegno di legge prevede che i tribunali militari possano commutare la pena di morte in ergastolo in «circostanze particolari». Le esecuzioni avverrebbero per impiccagione entro 90 giorni dalla sentenza.

«Sto seguendo con forte apprensione quanto sta accadendo nel sud del Libano, in particolare in relazione al coinvolgimento delle forze dell’Unifil, che oggi ha causato la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Su questo tema ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con collega francese Catherine Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil». È quanto afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo», aggiunge, «le forze Onu sono lì per garantire la pace, contribuire a prevenire escalation e offrire, ove possibile, uno spazio di dialogo e protezione per la popolazione civile». «Chi attacca i Caschi Blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati», conclude Crosetto.