Definirlo il remake del film francese 'La famiglia Belier' sarebbe riduttivo perché, anche se la storia è la stessa, quella di un'adolescente unica udente in una famiglia di sordi, divisa tra l'amore per il canto e la devozione ai genitori e al fratello, 'Non abbiam bisogno di parole' - in arrivo il 3 aprile su Netflix - è molto più del suo originale, perché nella produzione italiana - con protagonista la vincitrice di Amici Sarah Toscano, al suo debutto nella recitazione - non ci sono attori che si fingono sordi, ma artisti che lo sono realmente: Antonio Iorillo, Emilio e Carola Insolera.
"Non abbiam bisogno di parole - ha spiegato il regista Luca Ribuoli - vuole alzare l'asticella nella rappresentazione mediatica e incoraggia la creazione di storie con personaggi sottorappresentati in ruoli centrali e non stereotipati: persone a tutto tondo, con desideri, qualità, difetti e agency nella narrazione".
In questo senso, la pellicola "ricorre ad attori e attrici sorde, per rappresentare in modo autentico l'identità dei personaggi della storia: è fondamentale riconoscere che la rappresentazione è ancora troppo esigua e occorre che l'intera filiera lavori congiuntamente per far fronte a un grave gap". "La differenza con la famiglia Belier è abissale, scegliere attori non sordi - hanno commentato Emilio e Carola Insolera, coppia anche nella vita - ha dato un risultato non autentico, mentre era importante rappresentare ciò che siamo davvero. La nostra cultura è immensa e molte delle nostre idee sono state accolte dalla produzione. C'è sempre spazio di miglioramento, ma il film è un bel passo in direzione dell'integrazione".








