La condanna in primo grado pronunciata dalla Superior Court di Los Angeles nella causa promossa da “KGM” contro Meta e Google crea più problemi di quanti ne risolve perché, ferme restando le eventuali responsabilità delle parti chiamate in giudizio, rinforza il concetto che gli utenti non sono responsabili dei propri comportamenti.

La controversia, in breve

In poche parole, la Corte ha ritenuto che Meta e Google avessero deliberatamente progettato i propri servizi per indurre “dipendenza” negli utenti. Concretamente, questo significa che le piattaforme avrebbero, da un lato, fatto in modo che i sistemi di raccomandazione dei contenuti e le funzionalità rese disponibili agli utenti producessero assuefazione all’utilizzo; mentre dall’altro avrebbero omesso di informare gli utenti sulle conseguenze dell’uso della piattaforma e attuato sistemi di controllo dell’età poco efficaci.

Usa, sentenza storica: Meta e Google colpevoli per la dipendenza da social

25 Marzo 2026