Dopo Pasqua, la Procura di Torino potrebbe chiedere il rinvio a giudizio del presidente di Stellantis e di Exor, John Elkann, nell’ambito dell’inchiesta penale sull’eredità Agnelli e sulla presunta residenza “fittizia” in Svizzera della vedova di Gianni Agnelli, Marella Caracciolo. Un’analoga richiesta potrebbe riguardare anche il commercialista di famiglia, Gianluca Ferrero (è presidente della Juventus, non coinvolta nelle indagini) e il notaio torinese Remo Maria Morone. Nei giorni scorsi, infatti, è stato notificato ai tre indagati l’avviso di chiusura delle indagini, secondo quanto previsto dall’articolo 415 bis del codice di Procedura Penale. I reati, a suo tempo già contestati a Elkann e Ferrero, erano stati indicati nel decreto di sequestro – autorizzato dal gip di Torino – per 73,8 milioni, il 20 settembre 2024: truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale per dichiarazioni dei redditi “fraudolente”.

Al notaio Morone, invece, i pm Marco Gianoglio, Marco Bendoni e Giulia Marchetti avevano contestato il reato di falso ideologico in atto pubblico riguardo alle date di due dei documenti prodotti alla Camera di Commercio di Torino per l’iscrizione nel 2021 dei nuovi assetti della società semplice Dicembre, la cassaforte di famiglia che consente a Elkann il controllo. Questo reato è anche contestato al commercialista Ferrero in concorso con il notaio. Nei mesi scorsi, gli stessi pm, invece, avevano chiesto e ottenuto l’archiviazione delle posizioni di Lapo e Ginevra Elkann e del notaio svizzero Urs von Grunigen che aveva redatto il testamento (e le due aggiunte) di Marella Caracciolo, divenendone poi l’esecutore testamentario.