Il furto dei tre dipinti di Renoir, Cézanne e Matisse alla Fondazione Magnani Rocca riaccende l’attenzione sulla vulnerabilità dei beni artistici di valore che l’Italia possiede. Una ferita aperta, considerando che il Belpaese è al primo posto per questo tipo di trafugamenti visto l'immenso patrimonio che possiede. Le opere dei tre impressionisti sono, infatti, solo le ultime della lista. Ogni anno centinaia di reperti spariscono nel mercato nero internazionale, spesso gestito dalla criminalità organizzata.
L’ultimo colpo da 11 milioni a Traversetolo
Un piatto di pesci che Pierre-Auguste Renoir ha dipinto verso la fine della sua vita, una delle rare presenze dell'impressionista in una collezione permanente in Italia. E poi un'altra natura morta con una tazza e un piatto di ciliegie realizzato da Paul Cézanne, nel 1890. Infine, una delle odalische disegnate da Henri Matisse, adagiata su una terrazza dove si uniscono il fascino dell'Oriente ei colori della Costa Azzurra. Sono i tre quadri, opere dal valore milionario, rubati nella notte tra il 22 e il 23 marzo dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, nella campagna parmense. Esposti e conservati nella Villa dei capolavori di Luigi Magnani, nella sala dei francesi al primo piano, sono stati rubati da una banda di ladri professionisti, entrata forzando un portone e ci sarebbero video che li ritraggono col volto coperto o incappucciato.












