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La premier commenta la misura applicata ai 91 anarchici. Solidarietà ai giornalisti minacciati dai manifestanti

Da giorni gli anarchici avevano annunciato la commemorazione per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti mentre fabbricavano una bomba in un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti. Il questore di Roma nei giorni scorsi ha vietato l'evento, ma che gli anarchici non avrebbero rispettato le indicazioni era ovvio. Infatti, ieri mattina nel parco sono stati dispiegati agenti in forze, che hanno individuato 91 persone ritenute pericolose e sospette: per loro è scattato il fermo preventivo e sono state accompagnate negli uffici della Questura per il fotosegnalamento e l'adozione, in alcuni casi, dei fogli di via obbligatori. È una conseguenza del Decreto Sicurezza, come ha spiegato Giorgia Meloni, confermando «quanto fosse necessaria questa norma». Non serve, sottolinea il premier, «a limitare la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra» ma, al contrario, «a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e non violento, come prevede la Costituzione», garantendo le tutele a chi vuole manifestare serenamente. «È in questa direzione - conclude - che il governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente».