«Giovanni Castellucci è innocente, e ce lo ha spiegato la pubblica accusa. Lo ha fatto a modo suo ma in maniera chiarissima, che non consente fraintendimenti. Ora ne viene chiesta la condanna per ciò che rappresenta, non per quello che ha fatto o non ha fatto».

Le prima ora delle lunghissima arringa difensiva degli avvocati dell’ex amministratore delegato di Autostrade nel processo sul crollo di ponte Morandi, affidata dal legale Giovanni Accinni,è una sorta di trattato di psicologia, con innumerevoli citazioni letterarie, filosofiche, scientifiche. E un attacco frontale al “metodo” della Procura, che per Castellucci ha chiesto una pena di 18 anni e 6 mesi, ma che il legale definisce più di una volta «capro espiatorio».

Lo stesso manager è collegato in video dal carcere di Opera, dove è detenuto per la condanna ormai definitiva relativa a un’altra strage, quella del viadotto di Acqualonga.

Per Accini «la Procura ha detto che sarebbero bastati comportamenti minimali da parte degli imputati – sono 56 – per evitare la tragedia del Morandi. Ebbene Castellucci ha tenuto comportamenti ben più che minimali, fin dal 2010 – il viadotto è crollato il 14 agosto 2018 facendo 43 vittime – ha iniziato a concordare con i tecnici l’unico intervento che con certezza avrebbe evitato il crollo, ovvero il progetto di retrofitting» ancora a bando il giorno della tragedia».