Vietato l’accesso al Santo Sepolcro per il cardinal Pizzaballa:«Motivi di sicurezza». È un autogol di Netanyahu, che acuisce tensioni già forti. Papa Leone XIV: «Impedito un rito ai fedeli».
Quando all’inizio del 1991 mi recai per la prima volta in Israele la guerra del Golfo era in corso. Gli Scud di Saddam Hussein scavavano crateri enormi tra le case di Tel Aviv e il governo guidato da Yitzhak Shamir, esponente del partito di destra Likud, raccomandava alla popolazione non soltanto di nascondersi nei rifugi, ma anche di indossare le maschere antigas.
Israele intensifica le operazioni contro Teheran, il Pentagono è pronto a settimane di operazioni a terra in Iran e il segretario di stato americano Marco Rubio avverte del rischio di prolungate interruzioni nello Stretto di Hormuz con conseguente protrarsi della guerra per un altro mese.
È decisamente l’ora degli avvoltoi. Una fauna antica e spietata si leva in volo sopra il governo, approfittando del momento delicato seguito alla sconfitta referendaria. Sono rapaci che ben conosciamo, se ne stanno sempre in agguato: quando la situazione si fa difficile, sono pronti a peggiorarla.
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 30 marzo con Carlo Cambi










