Iran, il piano di Trump per sequestrare 400kg di uranio con truppe speciali e genieri. Ma i rischi sono altissimi

Gli esperti nucleari, tra cui Richard Nephew della Columbia University, avvertono che il materiale è stoccato in cilindri pesanti e complessi da trasportare, situati sotto le macerie dei siti di Isfahan e Natanz

lunedì 30 marzo 2026

Secondo quanto rivelato da un’inchiesta del Wall Street Journal, Trump starebbe valutando un’operazione di terra mirata in Iran con un obiettivo senza precedenti: il sequestro di circa 400 chilogrammi di uranio arricchito.

Si tratta di materiale che Teheran potrebbe convertire rapidamente in testate atomiche e che rappresenta, per la Casa Bianca, la linea rossa invalicabile per la sicurezza globale. Questa strategia della forza emerge proprio mentre faticosi tentativi di mediazione sono portati avanti da Pakistan, Egitto e Turchia. Trump avrebbe già dato istruzioni ai suoi consiglieri di trasformare questa opzione militare in una leva negoziale definitiva, ponendo la consegna del materiale nucleare come condizione imprescindibile per la fine delle ostilità. Nonostante la retorica bellica sia arrivata a minacciare la sopravvivenza stessa dello Stato iraniano, il tycoon ha lasciato aperta una porta diplomatica, dichiarando a bordo dell’Air Force One che i colloqui indiretti stanno registrando passi avanti e che un accordo potrebbe essere siglato in tempi brevi.