“Son decisioni tremende quelle lì. Cambiar car è una scelta di vita, belive me!” dice Guido Nicheli in Vacanze di Natale. C’è un momento, nella vita di ogni automobilista in cui ci si sente improvvisamente nudi di fronte al destino: quello in cui deve scegliere l’automobile.

Una volta era solo la marca, il colore, il modello, oggi è la tecnologia. Benzina, diesel, ibrido, elettrico, plug-in, fuel cell, idrogeno, o magari il vecchio caro Gpl. E qui la ragione si arrende.

Perché la domanda “quale conviene di più?” ha una sola risposta onesta: boh. Già, perché il bravo automobilista deve studiare una cosa sola: il ciclo di vita. Si chiama TCO, Total Cost of Ownership, e include l’acquisto, la svalutazione (che è la vera tassa occulta), il carburante o l’energia, la manutenzione, l’assicurazione, il bollo e quel leggero senso di colpa esistenziale che ti accompagna ogni volta che fai il pieno o la ricarica.

Ebbene, l’Osservatorio Sunrise del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile ha fatto i conti. Ha preso centinaia di combinazioni: città, autostrada, pendolare, padre di famiglia, single che fa il rider, pensionato che va a fare la spesa il martedì. Ha considerato incentivi, costo dell’energia e la possibilità (non scontata) di avere un garage con presa elettrica invece del classico box pieno di biciclette arrugginite.