lprezzo, prima di tutto. Le emozioni vengono dopo. È il risultato dell’indagine commissionata da Facile.it all’istituto «mUp Research» (in esclusiva per La Stampa), che ha intervistato un campione di 1385 residenti rappresentativi della popolazione nazionale, di età comprese tra i 18 e i 74 anni. Nel «sondaggio lampo» fatto a fine giugno, il «grande sconfitto» tra i criteri di scelta degli italiani è risultato il marchio, con buona pace delle campagne puntate sulla reputazione: il «nome» conta soltanto per un quinto degli intervistati (20,2 per cento), poco meno delle prestazioni del veicolo (20,4% per le donne e 24,3% per gli uomini) e ben di più dell’estetica (19,8% per gli uomini e 15,4% per le donne).
Tutti i numeri
Il prezzo, dicevamo. La percentuale per uomini e donne attenti al portafogli è anche più alta (70%) nella fascia di età 55-64 anni, con una maggiore sensibilità all’argomento nel Centro Italia (71,9%). Collegata a questa, c’è la preoccupazione di quale tipo di alimentazione (benzina, diesel, ibrida o elettrica) scegliere, proprio per evitare di sprecare denaro. Prendo un diesel e poi? Lo potrò usare? E l’auto a benzina? Non consumerà troppo? L’ibrido mette d’accordo un po’ tutti e l’elettrico è ancora fuori mercato, per le masse. E così, il 48,6% degli automobilisti di «mezza età» è molto attento a questo aspetto, percentuale che diventa del 52% tra gli Over 55. Per lo stesso motivo, il 38,6% degli intervistati si arrovella per cercare di calcolare i costi di gestione, dalla manutenzione, ai consumi, al bollo, senza risparmiare la consultazione dell’oracolo Google, tanto per non lasciare nulla di intentato. E la percentuale sale al 42% per i residenti del Sud e delle isole, ma arriva al 44,5% per la fascia di età 45-54 anni, su tutto il territorio nazionale.






