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30 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:11

I mandati di scarcerazione (n. 165-26 e 166-26) sono sulla scrivania della direzione del carcere venezuelano di El Rodeo I. “Misura sostitutiva”, si legge nel documento. Tradotto: arresti domiciliari. Ma il colonnello Alexander José Martínez Endeiza temporeggia. E loro – Daniel De Grazia e Carmelo De Grazia, italiani con doppio passaporto – restano in cella dall’aprile 2024. Entrambi sono stati detenuti per “distrazione di beni, valori o beni pubblici”, “associazione a delinquere” e “tradimento alla Patria”. C’era anche un terzo, Levin De Grazia, che però è riuscito a evitare l’arresto. “È illegale”, denuncia la moglie di Carmelo, sottolineando che il colonnello “mantiene arbitrariamente detenute due persone”.

La loro vicenda è stata discussa nelle settimane scorse anche dal Parlamento italiano, con interventi dei senatori Pier Ferdinando Casini (Centristi per l’Europa), Giulio Terzi di Sant’Agata (FdI) e altri, che hanno denunciato le condizioni detentive di Daniel e Carmelo, annoverandoli però tra i connazionali detenuti in Venezuela per “ragioni politiche“. Hanno inoltre chiesto la loro “liberazione” (non prevista neppure dai mandati di scarcerazione) e il rispetto di alcuni diritti, come cure mediche – vista la loro delicata condizione di salute – e visite consolari finora negate.