Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

30 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:11

La prima volta di un Papa a Monaco. E il secondo viaggio apostolico di Leone XIV, partito alle 7.22 del 28 marzo dall’eliporto della Città del Vaticano e atterrato a Monaco alle 9.03. Lì, dove “non pochi occupano ruoli di considerevole influenza in ambito economico e finanziario”, il Pontefice ricorda che “ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale”. Niente va quindi “trattenuto, ma redistribuito, perché la vita di tutti sia migliore”. Monaco, 39mila abitanti, ha un PIL pro capite di circa 256.581 dollari. Quasi sette volte quello italiano (43.161 dollari). Più si va a sud, nel mappamondo, più si allarga la forbice: specie in Algeria, Angola, Camerun e Guinea Equatoriale, dove il Papa farà tappa dal 13 al 23 aprile. Se sommati, i loro redditi per abitante non fanno un decimo della ricchezza media monegasca. Non è un caso che, con il suo tono mite, Leone XIV alluda alle “configurazioni ingiuste del potere” e alle “strutture di peccato che scavano abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici”.

Il Papa ha anche esortato il Principato a essere una “presenza che non schiaccia ma solleva”, affinché “nessuno sia mai escluso dalla mensa della fraternità”. Non mancano certo i riferimenti alla vita – da “proteggere” in “qualunque momento e condizione” – e insiste sui “poveri al centro” e sulla necessità di “mettere in circolo” le risorse, evitando di nascondere “sotto terra” i talenti. La ricchezza riscopre quindi il suo senso se messa a “servizio del diritto e della giustizia, specie in un momento storico in cui l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione danneggiano il mondo e compromettono la pace”. Il Papa ha incontrato i principi (riunione privata al Salon de Famille) e la comunità cattolica, tra cui giovani e catecumeni, e dice loro: “Non abituiamoci al fragore delle armi, alle immagini di guerra”. In continuità con i suoi predecessori, Leone XIV sostiene che “la pace è più di “un mero equilibrio di forze” e che “l’altro” è un “fratello da custodire, non un nemico da abbattere”. Parla dallo Stade Louis II, ma pensa al Medio Oriente e, soprattutto, all’Africa, che lo attende ad aprile. Per dirla con il Vangelo: il Papa va prima dal ricco epulone che “banchetta lautamente” (Lc 16,19-31) e gli ricorda di non escludere gli ultimi, Lazzaro, che visiterà in seguito. Non sgrida, non sbraccia né insulta.