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Vince il 2° Gp di fila (ultimo italiano il mito Anni '50) e va in testa al campionato. Ma in Giappone niente champagne... per l'età
In Giappone non ha l'età per bere champagne, tanto che sul podio lo hanno costretto a brindare con una improbabile bevanda analcolica. Ma proprio a Suzuka, dove è diventato il più giovane leader del campionato nella storia della Formula 1, Andrea Kimi Antonelli ha dimostrato di avere l'età e soprattutto il talento per puntare al titolo mondiale. La seconda vittoria è ancora più dolce della prima perché Kimi ha dimostrato, a 20 anni ancora da compiere, di avere una testa e un piede fuori dal comune. Non c'è niente di ordinario in questo ragazzo che sta riscrivendo la storia: era dai tempi di Ascari nel 1953, che un italiano non vinceva due gare di fila. A Suzuka, una pista a suo modo leggendaria nel bene e male, nella gioia e nel dolore (Senna & Prost, la prima volta di Schumi in Rosso, ma anche l'ultima di Jules Bianchi), Kimi non ha perso la calma dopo aver clamorosamente sbagliato la partenza ("Un mio punto debole, ci devo lavorare, ho sbagliato a rilasciare la frizione facendo pattinare troppo le gomme"), ma ha avuto la capacità di non abbattersi e di ricostruire la sua gara dalla sesta posizione in cui era sprofondato alla prima curva dopo essere partito in pole.










