Tutto secondo copione: lo avevano scritto e ribadito sui siti d’area e sulle chat: «Con Sara e Sandrone a testa alta. Ci troveremo domenica 29 marzo alle 9:30 per portare dei fiori sul luogo in cui hanno perso la vita i compagni». E ieri mattina gli anarchici hanno sfidato il divieto della questura presentandosi al Parco degli Acquedotti, alla periferia sud est della Capitale. La polizia ne ha identificati 91, disponendo nei loro confronti il fermo preventivo, come previsto dal nuovo decreto sicurezza.
Un provvedimento che, afferma la premier Giorgia Meloni, «funziona. Il fermo preventivo disposto per 91 soggetti dell'area anarchica, ritenuti pericolosi e arrivati a Roma per una manifestazione non autorizzata dalla questura in memoria dei due anarchici morti il 20 marzo nell’esplosione di un ordigno che stavano confezionando, conferma quanto fosse necessaria questa norma», ha scritto sui social. «Non serve a limitare la libertà di manifestare ma a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e non violento, come prevede la Costituzione. È in questa direzione che il governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente».











